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Ufficio dell'Alta corte di giustizia e degli studi legislativi1866 - 1948

Il fondo contiene i fascicoli processuali, le sentenze, gli atti, i processi verbali, i protocolli delle lettere, le querele, una rubrica e i copialettere dell'Alta Corte di Giustizia.

Nella tornata del 7 maggio 1870, il Senato approvò il Regolamento giudiziario del Senato del Regno costituito in Alta Corte di Giustizia. Era prevista la nomina di una Commissione d'istruzione, composta dal presidente e da sei senatori, alla quale erano rimessi «gli atti e i documenti di procedura e tutti gli elementi di prova che siano pervenuti alla Presidenza dell'Alta Corte» (art. 6). Essa doveva comunicarli al pubblico ministero e procedere all'istruttoria (art. 6). Inoltre era investita di tutte le funzioni attribuite dal codice di procedura penale al giudice istruttore, compreso il rilascio del mandato di cattura (art. 7). La commissione riferiva «il risultato dell'istruttoria all'Alta Corte in Camera di Consiglio» la quale deliberava emettendo una «sentenza di accusa» (artt. 19 e 20). La sentenza definitiva, emessa dal Senato riunito in Alta corte con due votazioni per appello nominale, in cui i senatori avevano la facoltà di esprimere brevemente i motivi del voto (art. 28), veniva «letta dal Presidente in pubblica udienza e [...] noti­ficata all'accusato dal Cancelliere» (art. 34).
Nella tornata del 20 dicembre 1900 furono apportate le seguenti modifiche. La Commissione istruttoria, che si componeva di sei senatori, oltre che di due supplenti, ed era presieduta da un vicepresidente (art. 1), poteva essere nominata ad hoc dal Senato costituito in Alta corte di giustizia, o dal Presidente su delega del Senato, nel ca­so di procedimenti per crimini di alto tradimento e attentato alla sicurezza dello Stato, oppure il Senato poteva affidare l'istruzione alla Commissione istruttoria permanente. Quest'ultima si componeva di sei membri ordinari e otto supplenti, era presieduta dal Presidente o da un Vicepresidente da lui delegato (art. 5). Convocata dal Presidente del Senato quando giungeva una querela o una denuncia contro un senatore (art. 4) in base all'art. 37 dello Statuto (reati dei senatori), era nominata all'inizio della legislatura dal Senato o, su sua delega, dal Presidente (art. 5). Era prevista per le imputa­zioni di reato contro senatori (artt. 1, 2 e 4). Nel caso di procedimenti penali contro ministri, l'istituzione della Commissione d'i­struzione non fu più prevista (art. 2) poiché, come spiega la rela­zione della commissione del 27 maggio 1900, «deve presumersi che la Camera dei deputati abbia fatta una completa raccolta di prove, prima di pronunciare l'accusa contro un ministro del Re». (Senato del Regno, Atti parlamentari, legislatura XX, 3 sessione, 1899-1900, doc. V, Relazione ..., cit., p. 2). Importanti modifiche furono, tra l'altro, apportate al Titolo III "Dell'accusa". Prima della modifica l'articolo 19 del regolamento giudiziario del 1870 attribuiva «il giudizio d'accusa alla stessa Alta Corte, in camera di consiglio, di tal che molti o anche tutti i Senatori che pronunziavano l'accusa, possono intervenire al dibattimen­to pubblico e dare il voto per la sentenza definitiva» (Senato del Regno, Atti parla­mentari, legislatura XX, 3ª sessione, 1899-1900, doc. V, Relazione ..., cit., p. 2). Fu prevista una Commissione d'accusa che era permanente nel caso di reati di cui erano imputati i senatori. In questo caso, la commissione, nominata dal Senato (o dal Presidente su delega del Senato) all'inizio di ogni legislatura, si componeva di otto senatori e quattro supplenti ed era presieduta dal Presidente del Senato o da un Vicepresidente da lui delegato (art. 26). La commissione d'accusa era appositamente nominata nei casi di reati di alto tradimento e attentato alla sicurezza dello Stato e in questo caso era composta di quattro senatori, oltre cinque supplenti ed era presieduta dal Presidente del Senato o da un Vicepresidente da lui delegato (art. 25). Nel caso di processi contro ministri accu­sati dalla Camera dei deputati, non fu prevista l'istituzione di una Commissione d'accusa, analogamente a quanto accaduto per la Commissione istruttoria. Durante la votazione per la sentenza definitiva i senatori dovevano pronunciare ad alta voce il loro voto, ma senza avere più la fa­coltà di esprimere i motivi (art. 44).
Rispetto alle norme previste dalla legge 6 dicembre 1928, n. 2710, il regola­mento del 1929 aggiunse che la Commissione dell'Alta corte di giustizia poteva essere presieduta, oltre che dal Presidente del Senato, da un Vicepresidente da lui delegato per ciascun procedimento e che il Senato poteva delegare la nomina della commissione al Presidente stesso. Il numero dei membri ordinari della Commis­sione d'istruzione fu diminuito a quattro e fu stabilito che fosse presieduta da un Vicepresidente del Senato o da un senatore designato dal Presidente (art. 6); il nu­mero dei membri della Commissione d'accusa fu, al contrario, aumentato e por­tato a dieci membri ordinari e dieci supplenti. Anch'essa era presieduta da un Vi­cepresidente del Senato o da un senatore designato dal Presidente (art. 22).
L'articolo 1 elencava gli organi giudiziari del Senato: la Commissione d'istruzione, la Commissione d'accusa, la Commissione dell'Alta corte di giustizia (che era la Commissione dei sessanta prevista dalla legge e che all'articolo 1 del regolamento giudiziario del 1931 fu chiamata Commissione per il giudizio) e l'Alta corte di giustizia. I processi relativi a reati di alto tradimento e contro la sicurezza dello Stato (art. 36 dello Statuto) furono affidati alle Commissioni permanenti d'istruzione e d'accusa (art. 41).
Le funzioni di cancelliere, precedentemente attribuite al diret­tore della Segreteria (art. 35 del regolamento del 1870 e art. 53 del regolamento del 1900) furono affidate al Segretario generale del Senato (art. 59), insieme con la custodia degli atti. Si sentiva infatti l'esigenza che l'Ufficio dell'Alta corte fosse posto «alla sola ed esclu­siva dipendenza del Presidente del Senato» e che il suo archivio fos­se «ben diviso e separato dagli altri archivi» (Senato del Regno, Atti parlamentari, Documenti, legislatura XXIV, 1ª sessio­ne, 1913-1917, doc. CXLIX, Relazione della Commissione per il regolamento interno del Senato - Modificazioni agli articoli riguardanti gl'impiegati e gl'inservienti, pre­sentata il 25 giugno 1917, p. 1).
La Commissione di accusa fu abolita e fu istituita una Com­missione d'appello, nominata dal Presidente del Senato al principio di ogni legislatura ed era composta di sette membri effettivi e di dieci supplenti; tra gli ef­fettivi il Presidente del Senato sceglieva il presidente della commissione (art. 22),con "la competenza già attribuita alla Commissione di accusa, di conoscere dell'appello dell'imputa­to e di quello del Ministero Pubblico contro le ordinanze della Commissione d'istruzione che abbiano provveduto sulla domanda di libertà provvisoria, sull'appello dell'imputato prosciolto per insufficienza di prove, e sull'appello del Ministero Pubblico contro le sentenze di proscioglimento pronunziate in sede istruttoria» (Senato del Regno, Atti parlamentari, Documenti, legislatura XXX, 3ª sessio­ne, doc. VII, Relazione ..., cit., p. 2).
La nomina dei componenti della Commissione d'istruzione (art. 7) e di quella per il giudizio (art. 26) fu attribuita al Presidente del Senato. Il numero dei componenti fu ridotto a cinque effettivi e dieci supplenti.

Ufficio dell'Alta corte di giustizia e degli studi legislativi

1866 - 1948

463 bb., 9 voll. 14 regg., rub. 1

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