senato.it | archivio storico

PECILE Gabriele Luigi

11 novembre 1826 - 27 novembre 1902 Nominato il 15 febbraio 1880 per la categoria 03 - I deputati dopo tre legislature o sei anni di esercizio provenienza Friuli-Venezia Giulia

Commemorazione

 

Atti Parlamentari - Commemorazione
Giuseppe Saracco, Presidente

Signori senatori! Anche oggi mi tocca il mesto ufficio di annunziare al Senato la perdita di un bravo collega, il commendatore Gabriele Pecile, morto nella sua villa presso Udine verso le sette di questo stesso giorno. Deputato al Parlamento nazionale dal giorno della liberazione del Veneto, egli apparteneva al Senato dal 1880, e fu tra i più operosi; come fu operosissimo fino a' suoi ultimi giorni nella gestione degli interessi del comune e della sua provincia.
Ond'io, con animo commosso, depongo sul feretro dell'ottimo collega, ancora aperto, il supremo saluto del Senato. (Benissimo).
DI PRAMPERO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PRAMPERO. Per oltre quarant'anni testimonio della patriottica operosità del mio concittadino ed amico senatore Pecile, testimonio del suo efficace lavoro in pro dell'agricoltura friulana, della instancabile sua attività nel propagare l'istruzione intellettuale e fisica dei giovani da lui tanto amati, nel propugnare vivamente gli interessi di Udine e del Friuli, così fra i concittadini suoi, come fra i colleghi del Parlamento, testimonio della sua opera come benemerito sindaco e come consigliere della città nativa, mi associo commosso alle parole del Presidente.
Come amico di lui e dalla famiglia poi rimpiango con vivissimo dolore la perdita sua che nel Friuli e fuori sarà per lunga pezza sentita. (Approvazioni).
TODARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TODARO. Anche io mi associo al dolore che veggo espresso nel volto di tutti i senatori per la perdita del senatore Pecile. Tra quanti siamo qui nessuno, forse, ha potuto apprezzare le qualità dell'animo suo al pari di me, che l'ho avuto compagno per più di un decennio nella lotta che abbiamo iniziato in Italia per la rigenerazione fisica della gioventù nostra.
Certamente fra coloro che negli ultimi tempi hanno contribuito all'educazione fisica, il senatore Pecile ha occupato uno dei posti principali, e non sarà facile poter supplire un uomo che, ad una grande bontà d'animo, univa l'amore e l'entusiasmo per l'avvenire dei nostri giovani. Quindi io lamentando la sua morte, mi associo alle nobili parole pronunciate dal Presidente e dall'onorevole senatore di Prampero, per la perdita di tanto benemerito uomo. (Bene).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole presidente del Consiglio.
ZANARDELLI, presidente del Consiglio. Ancor ieri io avevo mandato al figlio del vostro collega e mio amico, del senatore Pecile, i miei augurii, per il suo ristabilimento in salute, perché il figlio stesso mi aveva comunicate le cattive condizioni in cui egli si trovava. Sono perciò tanto più dolente di vedere che a questi augurii non corrispose il fatto; e memore dei giorni in cui col Pecile fummo colleghi per lunghi anni nella Camera dei deputati, ricordandolo tanto operoso, liberale, patriota e animato da un completo disinteresse; memore anche di ciò che fece nei primi anni della liberazione del Veneto, nel 1866, quando mi trovavo commissario del Re in una provincia vicina alla sua, io esprimo pure, associandomi al nostro Presidente e ai senatori di Prampero e Todaro, i sentimenti del più vivo compianto e rimpianto. (Benissimo).

Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 27 novembre 1902.