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GUARNERI Andrea

15 maggio 1826 - 05 ottobre 1914 Nominato il 15 febbraio 1880 per la categoria 05 - I ministri segretari di Stato provenienza Sicilia

Commemorazione

 

Atti parlamentari - Commemorazioni
Giuseppe Manfredi, Presidente

Onorevoli colleghi! [...]
Andrea Guarneri era un altro collega nostro, la cui presenza da qualche anno non ci era più che desiderata, per le fisiche condizioni che ce lo tenevano lontano. Oggi ci è tolta pur la speranza di rivederlo. Morì il 5 ottobre in Palermo, ove era nato il 15 maggio 1826. Quanto la città, lo ha pianto il Senato, in cui oggi ridestasi il duolo. Fu il Guarneri un dotto, la cui mente si aprì precoce allo apprendere: fu un fervente di patria e di libertà, per le quali palpitò fin dall'adolescenza. Poco più che ventenne nel 1848, già letterato, unì la penna a quelle di Enrico Amari, di Francesco Ferrara, del D'Ondes, del Cordova ne' periodici palermitani di maggior grido. Non ebbe gli anni per poter prender seggio nel Parlamento siciliano, ma non gli mancò il braccio per le armi nella Guardia nazionale. Non perdé l'animo nelle sorti avverse; nel decennio mantenne vive le speranze, in corrispondenza con gli emigrati, e nell'azione segreta del Comitato rivoluzionario. L'alba del 27 maggio 1860 lo vide fra i primi a sommovere Palermo ed incoraggiare i combattenti. Vittoriosa la rivoluzione, Garibaldi lo comprese nel primo ministero della dittatura per la giustizia. Giovò il suo consiglio al dittatore; e conferì il suo senno a tenere la libertà nell'ordine sotto la legge ed a guidarla ai fini nazionali. Successivamente governò la provincia di Girgenti, fu direttore del demanio e procuratore generale della Corte dei conti, avendo anche preso parte non poca ai lavori del Consiglio straordinario di Stato per gl'interessi della Sicilia. Ritiratosi a vita privata, non fu tardo al dovere di cittadino, quando a lui si ricorse; prestò sollecitudine alle cose del Comune e della Provincia; le sue cure ebbero il Banco di Sicilia, la Casa di risparmio, la Società di storia patria, la Croce rossa italiana. Giurista luminare del foro e della cattedra insegnò con plauso per oltre quarantatré anni la procedura civile e l'ordinamento giudiziario nella Università di Palermo; e professore straordinario il modesto uomo amò rimanere senza mai chiedere il titolo di ordinario.
In Senato, venutovi per decreto del 15 febbraio 1880, fu vice presidente dal 5 aprile 1897 al 15 luglio 1898, e diede proficua opera ai lavori, autorevole voce alle discussioni, quando l'assisteva salute. Vivace e vigoroso oratore, interpellò varie volte il Governo e discorse sui più importanti argomenti, caldo sommamente della dignità dell'alto Consesso e delle sue prerogative. Animo energico, spirito indipendente, carattere fermo, coraggio civile, sdegno dell'ingiustizia e della prepotenza, eran suoi pregi. Ambizioso delle glorie della terra natale, era appassionato raccoglitore degli oggetti antichi e delle storiche memorie, che la illustrano. La Società siciliana per la storia patria, che lo teneva presidente, nella seduta straordinaria del 5 giugno 1910, ricorrendo il cinquantenario del decreto di Garibaldi, che nominò il Guarneri ministro della giustizia, lo festeggiò con straordinarie onoranze. Gli era stata deliberata medaglia e pergamena; ma egli espresse, che avrebbe avuto più caro un albo contenente le firme autografe del Consiglio direttivo; e non questo solo, ma più che dugento soci, quanti erano in Palermo, firmarono l'albo, che gli venne presentato. Come allora fu onorato l'unico superstite delle gesta sicule del 1860, onoriamone oggi la tomba, evocando quelle glorie ad imperitura memoria. (Benissimo).
[...]
PRESIDENTE. Mi farò un dovere di adempiere a tutti i desideri espressi dagli onorevoli senatori.

Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 3 dicembre 1914.