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GARZONI Giuseppe

24 luglio 1824 - 07 marzo 1899 Nominato il 15 novembre 1871 per la categoria 03 - I deputati dopo tre legislature o sei anni di esercizio provenienza Toscana

Commemorazione

 

Atti Parlamentari - Commemorazione
Giuseppe Saracco, Presidente

Signori senatori! [...]
Il giorno 7 del corrente mese di marzo fu l'ultimo della vita del marchese Giuseppe Garzoni. Nato il 24 luglio 1824 da nobile ed antichissima stirpe, cessò di vivere nella stessa città di Firenze, dove aveva sortito i natali.
Giovanissimo ancora, il marchese Garzoni si occupò con grande amore della cosa pubblica, e prese parte attiva ai moti del 1859, che prepararono l'annessione della Toscana al Regno d'Italia. Deputato prima alla Costituente toscana, il Garzoni entrò più tardi, cioè nel gennaio 1866, a far parte della Camera dei deputati e rieletto dagli stessi elettori di Borgo a Mozzano in due legislature successive, compiè lodevolmente l'ufficio di deputato, fino a che nel dì 15 novembre 1871 venne elevato alla dignità di senatore.
Modesto e semplice nel costume, egli si compiaceva dell'amicizia e dell'intimità coi migliori ingegni del suo tempo, che lo avevano carissimo, e sebbene fosse uomo di larga cultura e potesse a buon diritto aspirare all'onore di prender parte alla vita politica militante, preferì portare le sue cure intelligenti nell'amministrazione degli istituti locali, ed in quella particolarmente del Comune di Firenze, in qualità di assessore delle finanze durante il consolato di Ubaldino Peruzzi, poi di assessore delegato, per oltre dieci anni, con funzione di sindaco.
Ma benefico e generoso qual era, il nostro Garzoni si mostrò specialmente operoso nel Comitato fiorentino di soccorso dei feriti e piace ricordare, che nel 1866 corse egli stesso a Custoza, con una quantità grande di materiale raccolto con amorosa cura per venire in soccorso dei feriti. Venne quindi eletto e tenne per lunghi anni l'ufficio di presidente del Sottocomitato regionale della Croce rossa in Firenze, ed è frutto particolarmente dell'operosità spiegata dal Garzoni, se quel Comitato riuscì, per l'importanza dei capitali raccolti, ad essere annoverato fra i principali d'Italia.
Solamente nel 1897, affievolito dalla salute, il nostro ottimo collega rinunziò all'ufficio col titolo di presidente onorario benemerito e da quel giorno si ritrasse a vita privata, nella quale non cessò mai, finché visse, di largheggiare del suo verso chi gli chiedeva soccorso.
Ora egli non è più, ma se il Senato si duole di aver perduto uno dei suoi che godeva l'amicizia di molti, la stima di tutti, i compaesani del marchese Garzoni, memori dei benefizi ricevuti serberanno grata memoria dell'uomo integro e coscienzioso che pagò largamente e nobilmente il suo tributo alla patria. (Bene).[...]
PELLOUX, presidente del Consiglio.Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PELLOUX, presidente del Consiglio.A nome del Governo mi associo alle nobili parole di rimpianto che sono state pronunziate dall'egregio nostro Presidente e dagli onorevoli [...] e Borgnini in memoria dei nostri colleghi, che purtroppo in numero di tre abbiamo avuto la sventura di perdere in così breve periodo di tempo.
SPROVIERI. Domando la parola.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
SPROVIERI. Prego l'eccellentissima presidenza di voler mandare le nostre condoglianze alle famiglie dei defunti nostri colleghi.
PRESIDENTE. Il senatore Sprovieri propone che il Senato voglia inviare le sue condoglianze alle famiglie degli estinti, che furono testé commemorati.
Chi approva questa proposta è pregato di alzarsi.
(Approvato).

Atti parlamentari, Senato, Discussioni, 17 marzo 1899.