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FERRATI Camillo

02 febbraio 1822 - 05 marzo 1888 Nominato il 07 giugno 1886 per la categoria 03 - I deputati dopo tre legislature o sei anni di esercizio provenienza Piemonte

Commemorazione

 

Atti Parlamentari - Commemorazione
Marco Tabarrini, Vicepresidente

Nell'intervallo dalle ultime nostre adunanze, abbiamo perduto tre colleghi, il conte Corti, il professore Fedeli, il professore Ferrati. Seguo il pietoso costume e leggo le commemorazioni dei tre colleghi defunti. [...]
Nello stesso giorno infausto 5 di marzo, ci mancava il senatore Camillo Ferrati, nato a Torino il 2 di febbraio 1822.
Matematico illustre, patriotta intemerato, fu eletto rappresentante della nazione dal primo collegio di Torino nella XII legislatura; e nel 1876 il ministro della pubblica istruzione, Michele Coppino, lo nominò segretario generale del suo Ministero. Rieletto nella XIII legislatura, non poté sedere nella Camera per esuberanza nel numero dei professori.
Tornò senza rammarico ai suoi studi, finché con decreto del 7 giugno 1886 fu nominato senatore.
E noi lo vedemmo poche settimane or sono assistere alle nostre tornate, e nessuno si sarebbe aspettato di doverne deplorare oggi la perdita.
Era professore di matematica nella scuola di applicazione degli ingegneri unita all'Università di Torino, e pubblicò memorie pregiate sulla scienza da lui coltivata ed insegnata.
CANONICO. Domando la parola.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
CANONICO. Da circa otto lustri datava la mia amicizia con Camillo Ferrati e sempre lo conobbi ingegno eletto, nobile cuore, carattere intemerato.
Da non molto tempo egli sedeva in Senato; perciò coloro che nol conobbero prima difficilmente poterono apprezzare il reale suo valore. Ma sulla cattedra, nei consigli amministrativi, nella Camera dei deputati, tre doti rifulsero in lui: non mai cercare di parere, studiare coscienziosamente ogni questione, portare su ciascuna di esse un giudizio sereno, sagace, sicuro.
Sarà forse un mese che in queste aule discorrendo amichevolmente con lui dei gravi eventi che minacciano l'Europa, nel mesto ed indefinibile sorriso con cui mi esprimeva gli intimi suoi sentimenti sopra di essi, già si poteva vedere balenare confuso il presentimento ch'egli più non li avrebbe veduti.
Io non voglio, o signori, prolungare la nota della tristezza. Come sul campo di battaglia, ai forti che cadono il nostro affettuoso saluto; noi finché venga la nostra volta continueremo con animo fidente la lotta che abbiamo cominciata e che certamente non sarà per finire così presto. (Benissimo! Bravo!).
MAGLIANI, ministro delle finanze. Domando la parola.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
MAGLIANI, ministro delle finanze.A nome del Governo mi associo alle parole di elogio e di compianto che furono pronunciate dall'egregio nostro Presidente e dall'onorevole propinante pei nostri colleghi estinti, i quali furono benemeriti della patria, decoro della scienza ed ornamento di questo alto consesso.

Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 8 marzo 1888.