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Famiglia Calamandrei Regard1934 - 2012

Nota biografica di Franco Calamandrei (1917-1982). Senatore dal 1969
Franco Calamandrei nasce a Firenze il 21 settembre 1917 mentre il padre Piero è al fronte.
Finita la guerra, Piero riprende l'insegnamento universitario di diritto processuale civile prima a Modena, poi a Siena e dal 1924 a Firenze. A Firenze Piero anima insieme a Salvemini, Ernesto Rossi e i fratelli Rosselli un Circolo di cultura, devastato nel 1924 dai fascisti. E' poi tra gli ideatori e i collaboratori del foglio clandestino "Non mollare". Nei primi anni '20 prosegue altresì la sua attività letteraria, iniziata già negli anni giovanili, pubblicando presso l'editrice "La Voce" "Colloqui con Franco", dedicato al figlio bambino.
Dopo la vittoria del fascismo Piero prosegue l'attività accademica, prestandosi al giuramento imposto, e coltiva i suoi sentimenti antifascisti nella cerchia privata degli amici e degli allievi.
Franco studia al Liceo Michelangelo e si iscrive alla Facoltà di Legge, laureandosi nel 1939 con una tesi di diritto internazionale preparata in un soggiorno all'Aia, frequentando la Scuola di diritto internazionale.
Negli anni universitari frequenta i circoli letterari fiorentini e pubblica recensioni, saggi e racconti sul "Bargello", "Campo di Marte", "Corrente". Partecipa ai Littoriali per la critica teatrale, dove riceve il secondo premio.
Sono anni di difficile rapporto col padre, di tensioni politiche e di temperamento, come testimoniano numerosi passi del Diario di Piero e la nota introduttiva scritta da Franco nel 1982. Franco simpatizza per il fascismo e si orienta verso una professione giornalistica che gli consenta di seguire la sua vocazione letteraria, anziché proseguire nella carriera paterna. Ad una analisi di questo tormentato rapporto, condotta sui due Diari che corrono in parallelo, è dedicato un saggio di Alessandro Galante Garrone intitolato "Padri e figli", pubblicato sulla rivista "Il Ponte" nel 1986.
Nel 1940 Franco si trasferisce a Roma, iscrivendosi alla Facoltà di Lettere, dove prepara una tesi su Gide con Pietro Paolo Trompeo.
Pubblica due racconti, "Alla cugina cresciuta" e "Prima storia infantile" sulla rivista del GUF di Firenze "Rivoluzione".
Nel 1942, vinto un concorso per l'Archivio di Stato, si trasferisce a Napoli. Nel maggio 1943 segue lo spostamento al Nord degli Archivi a Venezia.
L'8 settembre del 1943 lo coglie a Venezia. Decide di andare a Roma per prendere contatti con la Resistenza, dopo essersi fermato a Firenze per prendere congedo dai genitori.
Dall'ottobre 1943 al giugno 1944 partecipa alla Resistenza romana, aderendo al Partito comunista. La medaglia d'argento che gli viene conferita con decreto del 13 marzo 1950 reca la seguente motivazione: "Durante l'occupazione nazifascista della capitale si distingueva come vicecomandante di un Gruppo di Azione Patriottica per indefessa attività e intrepido ardimento. Nelle vie e nelle piazze dell'urbe combatteva contro i nazifascisti in una lunga serie di scontri e di agguati, in particolare il 23 marzo 1944. Questi combattimenti gli procurarono rinomanza di decisione e di coraggio."
Il 13 giugno 1944, dopo la Liberazione di Roma, sposa Maria Teresa Regard.
Negli anni romani cura e traduce opere della letteratura francese. Una traduzione di racconti di Gerard de Nerval con sua prefazione viene edita dall'Universale Einaudi nel 1943, sotto il titolo "Il sogno e la vita". "La Monaca" di Diderot, da lui tradotta e curata, viene pubblicata dalla Nuova Biblioteca, Milano 1945.
Nell'immediato dopoguerra, a Roma, segue la Commissione "Agitazione e propaganda" della federazione comunista, è redattore de "La settimana", diretto da Carlo Bernari, collaboratore di riviste tra cui "Il Settimanale" e "Mercurio", e quindi redattore del "Politecnico" sotto la direzione di Vittorini.
Nel 1946 si trasferisce a Milano, dove nel settembre comincia a lavorare alla redazione dell'"Unità", come capo del Servizio esteri; collabora altresì alla Universale economica, curando l'edizione di Julius Fucik, "Scritto sotto la forca".
Nell'ottobre 1947 diventa caposervizio alla terza pagina dell'Unità.
Nel 1949 viene pubblicata da Einaudi la sua traduzione della I e II parte di Proust, "All'ombra delle fanciulle in fiore".
Dal 1950 al 1953 è corrispondente da Londra dell'"Unità".
Nel gennaio 1953 viene pubblicato dall'Universale economica di Milano "Il popolo dell'abisso", di Jack London, con sua prefazione.
Dal 1953 al 1956 è corrispondente da Pechino dell'"Unità.
Nel 1954 segue come inviato speciale la fase finale della guerra d'Indocina, sul fronte di Dien Bien Phu. Scrive "Guerra e pace nel Vietnam", edito da Parenti nel 1956.
Nel 1955 si reca come inviato speciale nel Tibet; scrive insieme a Maria Teresa Regard "Rompicapo tibetano", edito da Parenti nel 1959.
Rientra in Italia nel settembre del 1956, subito dopo la morte del padre.
Lavora a Roma presso l'ufficio "Stampa e propaganda" della Direzione del Partito comunista e cura una rubrica sul settimanale "Vie nuove".
Al X Congresso viene eletto membro del Comitato centrale del PCI.
Nel 1968 viene eletto senatore nel collegio di Pistoia. Segue in particolare la Commissione esteri del Senato, di cui diverrà vicepresidente a partire dalla Va legislatura.
Nel 1968 cura per gli Editori Riuniti una raccolta di scritti di Ho Chi Minh, "Lo spirito del Vietnam".
Dal 1976 è membro delle delegazione italiana all'Unione dell'Europa Occidentale.
Dal 1977 è membro della delegazione italiana al Consiglio d'Europa.
Nel 1979 pubblica il dialogo con Stefano Terra, prima sul "Ponte" e poi come prefazione a Stefano Terra, "La generazione che non perdona" edito da Bompiani.
Nel 1981 è eletto vicepresidente della Commissione d'indagine sulla loggia P2.
Nel 1982 scrive la nota introduttiva ai Diari di Piero Calamandrei, che uscirà postuma nel dicembre.
Muore a Roma il 26 settembre 1982.
Nota Biografica di Maria Teresa Regard (1924-2000)
Maria Teresa Regard nasce a Roma il 16 gennaio 1924 da Pietro Regard, ufficiale medico e Emilia Leonini.
Nel 1927 la famiglia si trasferisce a Napoli e torna a Roma nel 1937 dove Maria Teresa frequenta il Liceo Mamiani ed ha come insegnante il professor Giafaglione che costituisce per lei il primo contatto con gli ideali comunisti.
Nel 1940 muore il padre, nel 1941 Maria Teresa consegue la licenza liceale ed ottiene un impiego presso l'INAM.
Si iscrive alla facoltà di Lettere ed intreccia rapporti con gli studenti comunisti nel quartiere Prati e presso l'università. Il 25 luglio 1943 intraprende le prime azioni di volantinaggio.
L'8 settembre Maria Teresa è presente a Porta San Paolo e nel Settembre del 1943 viene inquadrata nella "terza zona" dell'organizzazione comunista.
Nel novembre del 1943 Maria Teresa entra nei GAP su proposta di Antonello Trombadori.
Partecipa a varie azioni tra cui l'attacco all'Hotel Flora e l'attentato al bar della stazione Termini e per questo sarà decorata con la medaglia d'argento al valor militare.
Nel gennaio del 1944 viene arrestata e imprigionata a Via Tasso e scarcerata il 7 febbraio 1944.
Il 13 giugno 1944, pochi giorni dopo la liberazione di Roma, sposa Franco Calamandrei. Nel 1946 si trasferisce a Milano e lavora in Federazione. Nel 1947 nasce la figlia Silvia.
Negli anni 1950-53 è a Londra come corrispondente per «Noi Donne» e «Nuovo Corriere», nel 1953-56 è a Pechino e nel 1954 è in Vietnam durante la campagna finale della guerra di Indocina e vive la liberazione di Hanoi. Nel 1955 partecipa ad una delegazione di corrispondenti stranieri in visita nel Tibet.
Nell'estate del 1956 rientra in Italia per accompagna delegazioni culturali e scientifiche cinesi. Nel 1957 riprende a lavorare presso l'INAM come impiegata e riprende gli studi universitari.
Nel 1960 nasce l'altra figlia Gemma. Negli anni '70 è impegnata come sindacalista della CGIL.
Cura assieme alla figlia Silvia la pubblicazione dei diari di Franco Calamandrei e nel 1985 realizza un reportage dalla Cina e un reportage dal Sud-est asiatico (Cambogia e Vietnam) per «Paese Sera».
Negli anni 1989-1996 collabora con il settimanale «Avvenimenti» scrivento articoli sulla Cina, sul Tibet e sulla Resistenza romana.
Collabora con il Museo di Via Tasso, ANPI, IRSIFAR e partecipa a diverse conferenze nelle scuole. Nel 1996 viene chiamata a testimoniare al processo Priebke relativamente al periodo di prigionia nel carcere nazista di Via Tasso. Il processo si conclude con la condanna all'ergastolo per l'ex capitano delle SS, confermata dalla Cassazione nel novembre 1998.
Nel 1996 fa un viaggio in Tibet e nel 1997 sull'onda mediatica suscitata dal processo Priebke, viene chiamata a partecipare alla trasmissione di Michele Santoro, Moby Dick, dedicata ai "ragazzi di Salò".
Muore a Roma il 20 febbraio 2000

Il fondo è il frutto del ricongiungimento di carte che si trovavano a Roma con documentazione conservata a Montepulciano e, dopo aver estratto documenti di Piero Calamandrei ed Ada Cocci Calamandrei, è stato versato all'Archivio della famiglia Calamandrei di Montepulciano.
Successivamente le carte sono state donate all'Archivio storico del Senato della Repubblica.

Famiglia Calamandrei Regard

1934 - 2012

bb. 33, fascc. 168 e 8 agende.

Disponibile per la consultazione online.

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