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Federconsorzi (XIII leg.) - Documenti e Atti parlamentari

La «Commissione parlamentare d'inchiesta sul dissesto della Federazione italiana dei consorzi agrari» è stata istituita con la legge 2 marzo 1998, n. 33, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo 1998, dopo che, nelle precedenti legislature, alcune proposte di legge in tal senso non avevano concluso il loro iter parlamentare. La legge istitutiva approvata dal Parlamento traeva origine da due distinte proposte di legge presentate nella XIII legislatura rispettivamente dai deputati Poli Bortone (n. 1183) e Comino (n. 1422), le quali prevedevano l'istituzione di tale Commissione parlamentare con lo scopo di esaminare le attività, la gestione e la situazione economico-finanziaria della Federconsorzi e contestualmente di accertare le cause, le responsabilità e le conseguenze del dissesto finanziario che aveva colpito tale organizzazione. Le due proposte furono assegnate alla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati per l'esame in sede referente, iniziato il 24 settembre 1996 e conclusosi il 3 ottobre 1996 conferendo mandato al relatore a riferire in senso favorevole in Assemblea sul testo unificato. L'esame in Assemblea, conclusosi in data 15 gennaio 1997, ha poi condotto all'approvazione, con il voto favorevole di tutti i Gruppi parlamentari, del testo licenziato dalla Commissione. Il testo unificato delle proposte di legge n. 1183 e n. 1422 subì delle modiche durante l'esame presso il Senato (n. 1949) e fu nuovamente sottoposto al vaglio della Camera dei deputati (n. 1183-B) per l'approvazione definitiva, avvenuta il 19 febbraio 1998.
Il compito principale della Commissione d'inchiesta era esaminare le attività, la gestione e la situazione economico-finanziaria della Federconsorzi dal 1982 al 1991. In particolare la Commissione agricoltura della Camera, nella sua relazione (relatore Prestamburgo, A.C. 1183-1422-A), sosteneva la necessità di indagare su alcuni aspetti: sul «ruolo esercitato, negli anni immediatamente precedenti al dissesto, nella gestione dell'impresa, dalle organizzazioni professionali e di quelle sindacali, nonché i rapporti finanziari tra queste organizzazioni e la stessa Fedit»; sull'«"anomala" politica creditizia condotta dalla Federconsorzi nei confronti di taluni consorzi agrari e di alcune società controllate»; sulla «"generosa" retribuzione di tante "consulenze" esterne ed il livello medio eccessivo delle retribuzioni per l'alta dirigenza»; sulla «non economica gestione degli immobili di proprietà dell'impresa»; sulla «cospicua erogazione di contributi finanziari ad organismi e/o enti»; «sull'eccesso di personale dipendente, il cui elevato costo ha finito per incidere sensibilmente sulla gestione finanziaria»; sull'indebitamento con il sistema bancario, in palese violazione delle vigenti disposizioni sul credito; sulle «eventuali "coperture" e/o "omissioni" all'interno della Federconsorzi e del Ministero dell'agricoltura rispetto alle ripetute denunce e alle interrogazioni parlamentari sull'"affare vitelli", la nota truffa di centinaia di miliardi, di cui 250 miliardi in danno del consorzio agrario di Perugia e quindi della Federconsorzi»; sulla «valutazione del patrimonio immobiliare dell'impresa, stimato in non meno di 5000 miliardi di lire, dei quali solo 2500 realizzati tramite la SGR costituita tra le principali banche creditrici» (in Relazione conclusiva, DOC. XXIII, n. 61, relatore Cirami, approvata dalla Commissione nella seduta del28 febbraio 2001 e comunicata alle Presidenze il 6 marzo 2001).
Altri compiti attribuiti alla Commissione dalla legge istitutiva concernevano la verifica delle le condizioni di ammissione della Fedit alla procedura di concordato preventivo, i presupposti per la vendita in massa dei beni e la congruità del prezzo offerto dalla Società gestione per il realizzo Sgr spa; la valutazione dell'azione di dismissione conseguente al dissesto e le procedure seguite dalla Sgr spa per la liquidazione del patrimonio e per il pagamento dei creditori e le successive cessioni immobiliari; la verifica della situazione economico-finanziaria, nonché le ragioni, le modalità e i tempi del ricorso alle procedure di liquidazione o commissariamento dei consorzi agrari in stato di liquidazione coatta amministrativa o di commissariamento (articolo 1 della legge 2 marzo 1998, n. 33, «Istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul dissesto della Federazione italiana dei consorzi agrari»).
Come stabilito dall'articolo 2 della legge istitutiva, la Commissione era composta da 20 senatori e da 20 deputati nominati dai Presidenti delle Camere; tali nomine furono annunciate alle Camere il 10 dicembre 1998 e la Commissione si costituì il 13 gennaio 1999, eleggendo nel suo seno il Presidente, senatore Melchiorre Cirami, e il suo Ufficio di Presidenza.
L'articolo 9, comma 1, della legge istitutiva prevedeva che la Commissione concludesse i propri lavori entro otto mesi dalla data della sua costituzione, con la presentazione di una relazione finale sull'esito delle indagini svolte e con la formulazione delle conseguenti proposte. Tale termine è stato prorogato una prima volta al 31 ottobre 2000 dalla legge 17 agosto 1999, n. 291 e una seconda volta al 28 febbraio 2001 dalla legge 20 novembre 2000, n. 352. Nel corso della sua attività, la Commissione ha approvato due documenti, la Relazione sui lavori svolti (DOC. XXIII, n. 29), comunicata alle Presidenze di Camera e Senato il 17 giugno 1999 e la Relazione conclusiva (relatore Cirami, DOC. XXIII, n. 61), comunicata alle Presidenze di Camera e Senato il 6 marzo 2001.

Federconsorzi (XIII leg.) - Documenti e Atti parlamentari

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