senato.it | archivio storico

Anonima banchieri (III leg.) - Documenti e Atti parlamentari1950 - 1959

Nell'agosto del 1958 scoppiò lo scandalo della cosiddetta «anonima banchieri» il cui principale protagonista era Giovanni Battista Giuffrè, ex cassiere in un Istituto bancario di Imola, istituto che Giuffrè, nel 1949, aveva abbandonato per dedicarsi completamente all'attività di consulente e di amministratore di beni per conto di enti ecclesiastici, nonché alla ricostruzione di chiese e conventi danneggiati dalla seconda guerra mondiale. Giuffrè cominciò quindi ad amministrare denaro per conto di parrocchie e istituti religiosi. Dopo il 1949 la sua attività assunse prevalentemente un aspetto diverso, consistente nella raccolta di fondi anche di privati, con corresponsione di interessi altissimi.
L'attività del Giuffrè, che inizialmente era limitata a poche zone (Cesena, Rimini e Bologna) successivamente si ampliò, estendendosi soprattutto nella Romagna e nelle Marche, raggiungendo l'Umbria, il Lazio e anche l'Italia meridionale. Nel 1957 la situazione si modificò radicalmente a causa della notificazione della Congregazione concistoriale che faceva divieto agli ecclesiastici di tenere rapporti con il Giuffrè, di conseguenza l'afflusso di fondi si attenuò, costringendo il Giuffrè a rinviare il pagamento degli interessi promessi. I sospetti presero corpo e la stampa cominciò ad occuparsi del caso "anonima banchieri". Nell'agosto del 1958 scoppiava clamorosamente lo scandalo, che ebbe grande eco anche sulla stampa, e l'attività del Giuffrè aveva praticamente fine. L'attività dell'ex bancario era stata prevalentemente un sistema di raccolta di denaro a catena. Gli interessi sui capitali versati venivano corrisposti prelevandoli dai capitali di nuovo afflusso e ciò implicava una raccolta sempre più vasta di somme, favorita dagli elevati interessi promessi, poi non più dati. Il 27 agosto 1958 il deputato Malagodi presentò una proposta d'inchiesta parlamentare sul caso Giuffrè, svolta e presa in considerazione il 19 settembre 1958 (C. n. 243), rimasta però presso la Commissione Finanze e tesoro della Camera. Il 23 settembre 1958 fu invece il senatore Jannaccone a presentare un'altra proposta d'inchiesta parlamentare sulla stessa vicenda (S. Doc. n. 10), proposta che fu assegnata alla Commissione Finanze e tesoro del Senato e poi ritirata il 29 ottobre 1958. La Commissione venne istituita con la proposta di legge del deputato Malagodi «Costituzione di una Commissione d'inchiesta per esaminare le responsabilità degli organi politici e amministrativi dello Stato in ordine alla "Anonima banchieri"». (C. n. 318, S. n. 163), presentata il 1° ottobre 1958, e approvata nella seduta del 14 ottobre. Trasmessa al Senato il giorno seguente, fu discussa e approvata il 17 ottobre, diventando la Legge 18 ottobre 1958, n. 943, Costituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta per esaminare il comportamento degli organi della pubblica Amministrazione in ordine alla cosiddetta «Anonima Banchieri». La Commissione ebbe le finalità di esaminare il comportamento degli organi della pubblica Amministrazione in ordine alla cosiddetta «anonima banchieri» e di riferirne al Parlamento; accertare in particolare se gli organi locali preposti all'ordine pubblico, al controllo del credito e al controllo fiscale avessero segnalato o meno agli organi centrali e questi, a loro volta, ai membri competenti del Governo, l'attività dell'«anonima banchieri» e i dubbi da essa sollevati; quali misure fossero state prese al riguardo dal Governo e dagli altri organi della pubblica Amministrazione. Le direttive sulle quali si indirizzò l'inchiesta della Commissione furono principalmente due: una incentrata sull'ampiezza del fenomeno, e cioè quale fosse l'ammontare delle somme ricevute dal Giuffrè e di quelle da questi pagate o da pagare per interessi, e quale l'ammontare delle opere eseguite; l'altra finalizzata ad accertare da quali fonti il Giuffrè traesse i mezzi per svolgere la sua attività.
La Commissione concluse i suoi lavori due mesi dopo la sua costituzione, con la presentazione della relazione conclusiva presentata alle Presidenze delle Camere il 17 dicembre 1958, nella quale, pur arrivando a delineare la "strategia" e il flusso di denaro dell'organizzazione, non ebbe modo di accertare se fossero coinvolte personalità politiche ed industriali. Ciò nonostante, il clamore e l'esperienza del caso Giuffrè portò il Governo italiano a introdurre successivamente una più severa normativa sulla raccolta del risparmio, che fu concessa solo a soggetti autorizzati dalla Banca d'Italia e dagli organi istituzionali di controllo del sistema bancario.

Anonima banchieri (III leg.) - Documenti e Atti parlamentari

1950 - 1959 con docc. del 1936 - 1938.

bb.12, fascc. 17.

Non consultabile. Lavoro di ordinamento e inventariazione in corso.

ricerca libera