Ristrutturazione dei servizi di assistenza al volo
Commissione parlamentare per il parere al Governo sulle norme delegate relative alla ristrutturazione dei servizi di assistenza al volo
Sintesi
VIII legislatura (20 giugno 1979 - 11 luglio 1983)
La Commissione, composta da 10 senatori e 10 deputati, fu nominata al Senato e alla Camera il 5 novembre 1980 e si è costituita il 2 dicembre 1980.
Presidente: sen. Vincelli Sebastiano, eletto il 2 dicembre 1980.
Il disegno di legge Delega al Governo per la ristrutturazione dei servizi di assistenza al volo, di iniziativa governativa, fu presentato alla Camera (n. 807) il 26 ottobre 1979; deferito per l'esame in sede referente alle Commissioni riunite Difesa e Trasporti il 6 novembre, fu esaminato da queste nel novembre e nel dicembre 1979, per poi essere discusso dall'Assemblea di Montecitorio il 29 febbraio, il 5 e il 13 marzo 1980, data in cui fu approvato con emendamenti. Trasmesso al Senato (n. 807) il 17 dello stesso mese, fu assegnato per l'esame in sede referente alle Commissioni riunite Difesa e Lavori pubblici il 14 aprile 1980; esaminato da queste il 29 aprile, fu successivamente discusso e approvato definitivamente dall'Assemblea di Palazzo Madama il 15 maggio 1980. Divenne la legge 23 maggio 1980, n. 242, istitutiva della Commissione consultiva in titolo.
Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, in seguito a una diffusa riconversione delle economie statali europee, si aprì una fase di sviluppo e di benessere economico che ebbe effetti anche sul settore dei trasporti, nazionali e internazionali. Il periodo tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni Sessanta vide una crescita esponenziale dell'aviazione civile che godette degli enormi progressi tecnologici fatti durante la guerra. Di conseguenza, l'industria del trasporto aereo visse una autentica impennata, con la diffusione di voli commerciali e di trasporto passeggeri. Nei due decenni successivi, l'industria dell'aviazione civile continuò la sua ascesa, gettando le basi per una inedita e futura globalizzazione delle economie: nuovi mercati si aprirono in tutto il mondo, con l'espansione dei servizi aerei e la creazione di nuove rotte internazionali. Tale situazione rese di importanza fondamentale il problema della sicurezza dei voli che divenne una priorità assoluta e furono introdotti sistemi avanzati di controllo del traffico aereo, radar di sorveglianza, e migliori tecnologie di comunicazione.
Anche l'Italia fu uno dei protagonisti di questa crescita che si riverberò anche in ambito legislativo nazionale. Nella III legislatura venne varata la legge 30 gennaio 1963, n. 141, Modifica della denominazione del Ministero dei trasporti in Ministero dei trasporti e dell'aviazione civile ed istituzione dell'Ispettorato generale dell'aviazione civile presso il suddetto Ministero. Il provvedimento, oltre a modificare il nome del Ministero dei Trasporti, devolveva a esso «tutti i compiti e le attribuzioni esercitati dal Ministero della Difesa in materia di aviazione civile, nonché tutte le competenze già attribuite dal Codice della navigazione al Ministero dell'Aeronautica» (art. 1) e per tale funzione istituiva presso lo stesso Ministero un «Ispettorato generale dell'aviazione civile», a capo del quale era preposto un direttore generale (art. 2). In merito ai servizi di assistenza al volo, questi rimasero invece in gestione dell'«Ispettorato delle telecomunicazioni e dell'assistenza al volo» del Ministero della Difesa. In primo tempo si ritenne, infatti, che la delicatezza del servizio, da cui dipendeva la sicurezza dei voli, suggerisse di non modificare le relative competenze, che comprendevano non soltanto l'assistenza ai voli civili, ma anche l'assistenza ai voli militari e compiti attinenti la difesa aerea. L'incremento dell'importanza dell'aviazione civile rese, nel tempo, sempre più gravoso per il Ministero della Difesa la prestazione del servizio e fu presa in considerazione «l'ipotesi di procedere ad una revisione del sistema, nel presupposto che una naturale ed organica ripartizione dei servizi e delle responsabilità si sarebbe potuta ottenere affidando alla stessa autorità che presiede alle attività connesse con l'aviazione civile il vero e proprio servizio di assistenza al volo» (Atto Camera n. 800, VIII legislatura).
Il problema di tale passaggio si presentò in tutta la sua emergenza nel giugno 1979, quando la categoria dei controllori e degli assistenti al traffico aereo dell'«Ispettorato delle telecomunicazioni e dell'assistenza al volo» del Ministero della Difesa entrò in agitazione chiedendo di attuare in tempi brevi il processo di civilizzazione. Da tempo ufficiali e sottufficiali addetti a tale servizio chiedevano miglioramenti delle condizioni economiche; si richiedeva anche il rispetto della normativa dell'ICAO (l'organizzazione internazionale aviazione civile) che stabiliva per ogni operatore, per ragioni di sicurezza, un controllo nello spazio a lui affidato, di un certo numero di aerei (da sette a dieci), mentre nella realtà in Italia un singolo controllore era costretto, per ragioni di traffico, a controllarne fino a 14 sul radar. In tale occasione un gruppo di circa 800 controllori minacciò di presentare le dimissioni, prontamente rientrate dopo un incontro del loro comitato di coordinamento con il Capo dello Stato. Di fronte a tale situazione, il Governo presentò il decreto-legge 24 ottobre 1979, n. 511, «concernente la istituzione presso il Ministero dei Trasporti del Commissariato per l'assistenza al volo» (Atto Camera n. 800/Atto Senato n. 577, VIII legislatura), convertito nella legge 22 dicembre 1979, n. 635. Il provvedimento aveva due principali finalità che intendeva perseguire: «a) l'istituzione, nell'ambito del Ministero dei Trasporti, del Commissariato dell'assistenza al volo, che in via temporanea e fino alla creazione di un organismo a carattere permanente, [gestisse] i servizi di assistenza sugli aeroporti civili e la direzione operativa dei centri di controllo; b) l'istituzione, sempre presso il Ministero dei Trasporti, di un ruolo transitorio del personale controllore del traffico aereo e assistente al traffico aereo, in cui inquadrare, a domanda, il personale militare che svolge[va] tale attività presso l'aeronautica militare» (Atto Camera n. 800, VIII legislatura).
Due giorni dopo la presentazione alla Camera del decreto-legge, il Governo presentò il disegno di legge Delega al Governo per la ristrutturazione dei servizi di assistenza al volo (Atto Camera n. 807/Atto Senato n. 807, VIII legislatura) che rappresentava il completamento del quadro innovativo in merito al «trasferimento del servizio di assistenza al volo civile dall'ambito del Ministero della Difesa all'ambito del Ministero dei Trasporti, già avviato con il decreto-legge [...] in via temporanea» (Atto Camera n. 807, VIII legislatura). Il provvedimento prevedeva una delega al Governo «ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti aventi valore di legge ordinaria per la disciplina del servizio di assistenza al volo» (art. 1); inoltre esso stabiliva sulle norme delegate altresì l'emanazione del parere di una Commissione consultiva parlamentare composta da dieci senatori e da dieci deputati designati, rispettivamente, dai Presidenti del Senato e della Camera dei deputati.